L'ARTISTA

Monica Fanti

Classe 1970, provincia di Torino.

"Il ritratto è diventato  il mezzo efficace per raccontare la vita.

Nel ’96 ho partecipato al Seminario di scultura ad Exilles (TO) con il Prof. R. Cordero perché la pittura è grande ma non basta. Il risultato: “Lo scudo”, una scultura in ferro saldato, fredda, pungente e dura, a raccontare una parte di storia del Forte e forse anche un lato del mio carattere.

 

 

Nel ’97 sono stata selezionata per la sezione  “off” della Biennale di Torino con una serie di ritratti femminili che raccontano emozioni e stati interiori. Dello stesso anno sono le collettive per “Chiamata alle arti”(TO) e “Arti in transito”(TO).

 

Nel ’98 ho conseguito il diploma di laurea con la tesi “Figurazione-defigurazione nella pittura di Francio Bacon”, ed ho partecipato alla manifestazione artistica “Vita-morte-miracoli” che intendeva far scoprire al pubblico gli angoli nascosti della cultura aviglianese, esponendo una serie di madonne nella Chiesa dell’Addolorata di Avigliana.

 

Nel’99 sono diventata mamma ed ho rilevato il laboratorio di vetrate trasformando l’attività in produzione artigianale di cornici e oggetti per la casa particolari e sicuramente originali.

 

 

Nel 2000 ho partecipato al progetto “Rexistenz” al colle del Lys con un’installazione in legno,ferro e vetro, per non dimenticare che i nostri nonni non molto tempo addietro erano lì a combattere per la Resistenza.

 

Nel 2001 dopo tre anni di apatia pittorica ho ricominciato a lavorare con serietà ed è nata la serie de “Les enfants oublies”, volti di bambini in primissimo piano  e di grandi dimensioni che raccontano il loro disagio e la loro sofferenza . Nascono dalla televisione, dal bombardamento continuo ed ossessivo di notizie crude e spesso oltraggiose che quel cubo nero rigurgita ininterrottamente e loro, il nostro vero patrimonio per il futuro, sono lì, usati ed offesi nella loro dignità di bambini.

 

Del 2002 è “Corpi qualunque”, una serie di tele sempre di grandi dimensioni, raffiguranti corpi perfetti, sfacciatamente belli. Modelli proposti dai mass-media, assolutamente irraggiungibili per i piu’. Donne bambine ammiccanti, quasi anoressiche, abiti improponibili, palestrati dallo sguardo vuoto e arrabbiato.

Sono corpi qualunque senza sfondo, spogliati di personalità e carattere per essere venduti alle masse come animali alla fiera. Così portano il cartellino del prezzo appuntato, non all’abito, ma alla carne.

 

 

Sono arrabbiata con l’uso che si fa dell’informazione, non sono brava  a parlare e raccontarmi, la pittura lo fa per me. Dal 2002 in poi la mia ricerca  pittorica si è ampliata spaziando dal ritratto al paesaggio per approdare alla ceramica raku senza mai rimanere indifferente agli “sguardi”.

 

 

 

mer

26

mag

2010

blog

vorrei che ogni visitatore proponesse una sua valutazione personale delle mie opere diciamo che i parametri sono i soliti da 1 a 10

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